«Il nostro tasso di apertura è buono o no?» È una delle prime domande che ci si pone quando la newsletter è avviata. In questo articolo vediamo le medie pubblicate dai servizi di email marketing e come leggere quei numeri nel modo giusto.

I tassi di apertura medi pubblicati

I servizi di invio calcolano i tassi di apertura sui dati dei propri clienti e ne pubblicano i risultati. Due riferimenti molto citati:

Fonte Base Tasso di apertura medio Tasso di clic medio
Benchmark Email (report 2026) Circa 68.000 utenti nel mondo 25,54% 1,45%
Mailchimp (aggiornato a dicembre 2023) Campagne inviate ad almeno 1.000 iscritti 35,63% 2,62%

In sintesi: il tasso di apertura si aggira in genere intorno al 25-35%, quello di clic intorno all’1-3%. I valori cambiano da settore a settore, e anche i dati dello stesso servizio variano di anno in anno.

Il tasso di apertura risulta più alto del reale

Sui tassi di apertura c’è un’avvertenza importante.

Un’«apertura» viene conteggiata quando si carica una piccola immagine inserita nell’email. Apple Mail, però, ha una funzione chiamata Protezione della privacy in Mail (Mail Privacy Protection). Se è attiva, immagini e altri contenuti vengono caricati in background quando l’email arriva, non quando il lettore la apre. Così anche email mai lette possono risultare aperte.

Lo segnala la stessa Mailchimp nella sua pagina dei benchmark: l’accuratezza dei tassi di apertura può essere influenzata dalle funzioni di privacy di Apple.

Vale anche il contrario: chi blocca le immagini può leggere la sua email senza che l’apertura venga registrata. Conviene quindi considerare il tasso di apertura un’indicazione di massima, non un dato preciso.

Guardi i clic prima delle aperture

Se il tasso di apertura non è affidabile, che cosa conviene guardare? Le suggeriamo questo ordine:

  1. Clic. Chi clicca su un link ha letto l’email di sicuro. Vedere quali articoli ricevono più clic le dice che cosa interessa ai suoi lettori.
  2. Risposte e richieste di contatto. La newsletter ha spinto qualcuno a contattarla? Per la sua attività è il numero più importante.
  3. Disiscrizioni. Se aumentano di colpo dopo un invio, è segno che contenuti o frequenza non corrispondono più alle aspettative dei lettori.
  4. Tasso di apertura. Lo usi per cogliere le tendenze rispetto ai suoi invii precedenti. Non serve preoccuparsi della media delle altre aziende.

Quando il tasso di apertura cala all’improvviso

Se il suo tasso di apertura scende molto sotto il livello abituale, prima di rimettere in discussione i contenuti verifichi se le sue email finiscono nello spam. Le email nella cartella spam non vengono quasi mai aperte.

  • Il dominio di invio è autenticato con SPF, DKIM e DMARC?
  • Le segnalazioni di spam sono aumentate?
  • Sta continuando a inviare a indirizzi che tornano indietro (bounce)?

Le linee guida di Gmail per i mittenti chiedono di mantenere il tasso di segnalazioni di spam sotto lo 0,3%.

Come aiuta Newsletter Ready

Nella pagina «Statistiche» di Newsletter Ready può confrontare su un grafico i tassi di apertura e di clic di ogni numero, vedere gli articoli più cliccati e individuare sia i lettori più attivi sia quelli che hanno smesso di aprire. Prema «Chiedi all’IA» e l’IA, partendo dai suoi numeri reali, scrive 3-4 righe di consigli per il prossimo numero. Poiché il tasso di apertura risulta alto, i consigli danno più peso al tasso di clic.

Gli indirizzi che tornano indietro o che segnalano spam vengono esclusi automaticamente, così non continua a scrivere a chi non può ricevere le sue email e non danneggia la sua reputazione di mittente.

Fonti