Verifica gratuita del piè di pagina delle email: mittente, indirizzo e disiscrizione
Ogni newsletter deve dire chi la invia e come smettere di riceverla, e quasi sempre queste informazioni stanno nel piè di pagina. Incolli qui sotto la Sua newsletter (o solo il piè di pagina) per vedere cosa c’è e cosa manca. Per i visitatori italiani la verifica parte con le regole dell’Unione europea; può scegliere anche Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud o Taiwan. Il controllo avviene interamente nel Suo browser.
La verifica avviene interamente nel Suo browser. Nulla di ciò che incolla viene inviato o salvato.
Cosa controlla per l’Unione europea
- Identificazione del mittente: la ragione sociale o il nome dell’azienda, così è chiaro chi invia l’email (direttiva sul commercio elettronico, art. 6). In Italia l’art. 130, comma 5, del Codice privacy vieta di camuffare o celare l’identità del mittente.
- Link o indirizzo per la disiscrizione: un recapito valido per esercitare i propri diritti, che in pratica è un link di disiscrizione (art. 130, comma 5, del Codice privacy).
- Avviso di disiscrizione: un’indicazione chiara che ci si può disiscrivere in qualsiasi momento. Revocare il consenso deve essere facile quanto prestarlo (art. 7, paragrafo 3, GDPR).
- Indirizzo geografico: l’indirizzo dell’azienda (direttiva sul commercio elettronico, art. 5).
- Email di contatto: un indirizzo che permetta un contatto rapido e diretto (direttiva sul commercio elettronico, art. 5).
Altre regioni
- Stati Uniti (CAN-SPAM): mittente, indirizzo postale fisico valido e modo chiaro per disiscriversi.
- Giappone: nome e indirizzo del mittente, URL o indirizzo per la disiscrizione con relativo avviso, recapito per reclami.
- Corea del Sud: mittente, link di disiscrizione, avviso in coreano («수신거부») e in inglese («Unsubscribe»), indirizzo e numero di telefono.
- Taiwan: mittente, link di disiscrizione e avviso di disiscrizione.
Cosa non può controllare
Lo strumento cerca schemi di testo, quindi formulazioni insolite possono sfuggire o essere interpretate male. Controlli un’email di prova reale invece del modello, perché i campi dinamici possono risultare vuoti.
- Se ha il consenso dei destinatari. In Italia le email promozionali richiedono il consenso preventivo (art. 130, commi 1 e 2, del Codice privacy), salvo l’eccezione per i propri clienti (comma 4).
- Se le intestazioni From e Reply-To e l’oggetto sono corretti.
- Se le richieste di disiscrizione vengono davvero applicate.
Non pensi mai più al piè di pagina
Newsletter Ready aggiunge automaticamente a ogni numero il nome della Sua organizzazione, l’indirizzo e un link di disiscrizione con un clic, e non invia nulla finché manca l’indirizzo. Inoltre scrive il numero stesso a partire dal Suo sito.
Fonti
- Codice privacy (D.Lgs. 196/2003), art. 130 – Comunicazioni indesiderate (Normattiva)
- GDPR (Regolamento (UE) 2016/679), artt. 4, 6, 7 e 83, considerando 32
- Direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico, artt. 5 e 6 (EUR-Lex)
Questo strumento fornisce informazioni generali e non costituisce consulenza legale. Norme e cifre cambiano: verifichi le fonti e si rivolga a un avvocato per il Suo caso specifico.